Processori intel serie U vs HQ vs HK vs M vs Core M vs K vs H vs Xeon

Era l’epoca dei 386 e 486 quando negli Stati Uniti si stabilì che un numero non può essere oggetto di copyright, rigettando così le accuse di violazione verso altri produttori (all’epoca AMD e Cyrix). Così dopo le tecnologie di allora vennero i 386SX, poi i 386DX, e poi seguirono CX, EX e SL, e fu così fino al marchio Pentium (r) che con l’MMX per la prima volta esplicitò un “instruction set” interna al microprocessore.
Nel corso del tempo Intel ha rilasciato sigle sempre diverse per l’identificazione dei suoi microprocessori. Questo articolo ha il solo scopo di dare una panoramica generale agli utenti sul mondo dei microprocessori intel, perciò pur con la licenza di alcune imprecisioni e senza scendere in dettagli troppo tecnici vedremo come identificarli.

Attualmente i modelli si chiamano ancora Intel Pentium, ma differenziano da un numero e da alcune lettere infondo alla sigla, come ad esempio I5-6700U oppure I7-7700HQ. Le prime due lettere della sigla completa di un microprocessore ne identificano la classe, o famiglia.

Genericamente possiamo considerare come:

I3 una classe di cpu di base;
I5 cpu di media qualità;
I7 processori ad alte prestazioni.

Questa però è un’approsimazione molto generica. Fino a poco tempo fa, queste prime due sigle sulla CPU identificavano quasi esclusivamente il numero di core e thread (hyper threading) presenti nella CPU, attualmente l’identificazione di core e thread (hyper threading) è rimasta, ma si è sono aggiunti il turbo boost e la dimensione della cache interna. Ognuna di queste caratteristiche ne aumenta le prestazioni in modo tale che si può considerare generalmente un microprocessore I5 più veloce di un I3 e più lento di un I7.

La seconda parte della sigla, quella numerica, è un ulteriore specifica del microprocessore e ne rappresenta la generazione. Ad esempio un Intel i5-7600k sarà più recente di un intel i5-2310.
Le generazioni del microprocessori si differenziano in genere per una tecnologia costruttiva migliore, di solito più miniaturizzata e ciò comporta che a parità di superficie (del microprocessore stesso) sia possibile intrudurre più transistor, oppure ulteriori “sezioni di microprocessore” che potranno dare vantaggi in termini di prestazioni e/o consumi. Mediamente tra una generazione e l’altra le performance sono di circa il 10% superiori, ma non è una regola. La miniaturizzazione si misura in nanometri (nm) e identifica anche il nome della tecnologia costruttiva ad esempio Kaby Lake (14 nm) per l’i5-7600k, o Sandy Bridge (32 nm) per l’i5-2310.
Volendo essere precisi non sempre il cambio del nome della tecnologia costruttiva corrisponde a una miniaturizzazione. Il Kaby Lake è diverso dal precedente Skylake (ad esempio un intel i5-6700k usa una tecnolgia Skylake), ne rappresenta un’evoluzione, un’ottimizzazione, ma la tecnologia è sempre a 14nm.
La sigla nasconde un diverso instruction set interno, o supporti per nuove tecnologie, alcune escono per fare posto ad altre nei microprocessori. La “vPro Tech” era presente nel i5-6700k, ma non è presente nel più recente i5-7600k elo stesso dicasi per la “Stable Image Platform Program (SIPP)“. Nell’i5-2310 il supporto al pci-express era alla versione 2.0, mentre nel i5-7600k è già alla versione 3.0. Insomma la parte numerica, attualmente a 4 cifre (erano 3) rappresentano un ulteriore identificativo del microprocessore che ha più a che fare con l’età della sua tecnologia costruttiva.

L’ultima parte della sigla è invece un’indicazione che ne riassume la destinazione d’uso, ma anche, volendo, le prestazioni.
Una CPU che termini con la sigla HQ o K sarà più performante di un micorpcessore che termini con M o con U. Ma ecco una semplice tabella riassuntiva:

C – Processore desktop basato sul pacchetto LGA 1150 con grafica ad alte prestazioni
H – Grafica ad alte prestazioni
K – Clock Sbloccato
M – Mobile
Q – Quad-core
R – Processore desktop basato su pacchetto BGA1364 (mobile) con grafica ad alte prestazioni
S – Stile di vita ottimizzato per le prestazioni
T – Stile di vita ottimizzato per il consumo energetico
U – Potenza ultrabassa
X – Edizione Extreme
Y – Potenza estremamente bassa

Come si vede la lettura della sigla di un microprocessore può essere un’operazione piuttosto complessa, inoltre è suscettibile di variazioni nel tempo. Purtroppo spesso il mercato offre soluzioni a basso costo e a basse prestazioni che però lasciano intendere invece caratteristiche superiori e viceversa. Portatili con cpu normalmente utilizzati in tablet e sistemi con scarse qualtità di memoria e spazio per chi invece deve archiviare a trattare foto.
Con l’evoluzione della tecnologia informatica è difficile affidarsi ai consigli di un amico, perchè addirittura lo stesso personale informatico, oggi, si è specializzato in settori diversi. Difficilmente un programmatore, un analista software o un webmaster potranno conoscere nel dettaglio le caratteristiche dei microprocessori. Addirittura alcuni addetti al settore elettronico sono specializzati in ambiti diversi. Per parafrasare un famoso detto: di consigli amichevoli, dati in buona fede da un amico, ne sono piene le discariche. E’ necessaria una competenza specifica e la visione del quadro d’insieme, meglio allora affidarsi alla figura di un sistemista, o di un buon consulente per evitare scelte errate e sperpero di denaro, soprattutto perchè si è discusso solo del microprocessore e non di un computer completo e di tutte le sue caratteristiche.

 

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