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Mondo digitale: valute e criptovalute

Chi l’ha detto che il denaro debba essere stampato? Questa frase sembra una provocazione, ma è la tendenza del mondo attuale.

Esiste però un’alternativa chiamata criptomoneta, ovvero una valuta vera e propria che può essere cambiata e scambiata in tutte le parti del mondo come se fossero euro, dollari o sterline. Dilungarci sulle spiegazioni è fuorviante, maggiori informazioni sulle criptomonete potete trovarle su wikipedia a questo link, o su altri siti cercando termini come “cryptovaluta” o “criptomoneta”, oppure infondo a questo articolo.

Esiste tutto un ramo del mondo informatizzato che si occupa di criptomonete a cui fornice servizi e infrastrutture, è una parte cospicua del mondo dell’informatica che sta assumendo sempre più importanza per il continuo interesse e l’aumento di richieste.

Si stima che attualmente le criptomonete muovano un volume di 57,6 miliardi di dollari e perciò rappresentino un importante tassello dell’economia mondiale, nella quale Bitcoin raccoglie circa la metà del volume d’affari.

Ai più suonerà strano che la moneta sia elettronica e non fisica, basterebbe però guardare nel portafogli, di fatto già paghiamo con bancomat e carte di credito, si effettuano bonifici via home banking e che perciò spesso il denaro non viene neppure toccato materialmente.

A ciò si aggiunga che oggigiorno il denaro non è più di proprietà statale e non è più garantito da una contropartita in oro dei depositi auriferi di uno stato e si capisce come il denaro sia in realtà legato a parametri di ricchezza “statale” e non a posedimenti d’oro fisici.Il termine “statale” poi è improprio in quanto la stessa valuta poi può essere transnazionale, usata da paesi diversi, pertanto parlare di moneta nazionale al giorno d’oggi ha uno scarso significato, si dovrebbe parlare più propriamente di comunità utilizzatrice, come la comunità europea e l’euro.

La stessa BCE è un istituto privato che è formato dalla partecipazione delle diverse banche centrali pubbliche dei paesi membri e da membri cosidetti esterni, non facenti parte della comunità stessa. Alle banche centrali pubbliche però, partecipano le banche territoriali private con quote consistenti, perciò la discussione che anche la Banca d’Italia sia un istituto privato è sempre aperta, lo stesso dicasi per la BCE. L’argomento è scottante ed esula dall’informatica.

I pro

Il pagamento con carte di credito/debito il POS e altri strumenti sono un’innovazione ormai non più recente, gravata purtroppo da enormi commissioni di transazione, costi di gestione e di manutenzione che rendono i piccoli pagamenti antieconomici. Allo stato attuale si paga lo 0,3% sul transato ivato (inferiori, 0,2% per bancomat, superiori per American Express e Dines), più eventuali commissioni che possono essere di 1 euro per l’operazione e 1 altro euro per la movimentazione del c/c, ma questo dipende essenzialmente dal rapporto del venditore con la banca.
Per i pagamenti più cosistenti invece, diciamo sopra ai 500 euro, le carte di credito e POS sono vincolate da regole (tetto sulle transazioni) che rende di fatto uno strumento collaterale di pagamento al denaro contante, ma non uno strumento alternativo e fruibile al pubblico.
L’ADUSBEF alcuni anni fa aveva stimato che limitarei costi di bancomat e carte di credito si sarebbe tradotto in un risparmio per commercianti e consumatori di circa 7 miliardi di euro all’anno, che salgono a 100 (miliard) se si parla dell’intera Europa. Una bella somma a cui le banche non vorranno certo rinunciare. Resta il fatto che da consumatori possiamo fare la scelta di non utilizzarle.

Ciò che è interessante notare è che queste monete sono vere e proprie monete, pertanto non è possibile annullare una transazione una volta inviata, così come accade quando pagate in contanti, inoltre le critomonete non sono gravate da commissioni alle quali siamo abituati ormai presso gli sportelli bancari. Un bonifico da un banca non vostro allo sportello può arrivare  a costarvi oggigiorno fino a 4,50 euro. Una transazione, per fare un esempio, in bitcoin vi costa 0,00001 bitcoin che al tasso di cambio attuale equivale a 0,03 euro a transazione, ma l’obbiettivo è di ridurre a 0,01 euro il costo della transazione, almeno per quanto riguarda bitcoin.

I contro

In effetti non vi sono vere e propri punti a sfavore, ne esiste solo uno. Le transazioni in bitcoin o in criptomoneta, così come per il denaro contante sono tracciabili solo nella chain, ma non sono attribuibili alla persona che le ha effettuate e tale possibilità (transazioni non nominative) rende la piattaforma chiaramente adatta ad attività illecite.

Questa critica lascia il tempo che trova perchè sia le monete fisiche che l’uso delle banche o degli strumenti del mondo finanziario non hanno fin’ora limitato di certo le attività illecite. Inoltre le attività illecite rappresentano allo stato attuale uno dei parametri di calcolo nel rapporto debito/PIL della comunità europea.

Conclusioni

Le criptomonete hanno creato un nuovo mercato, perchè essendo valute a tutte gli effetti è possibile convertire e perciò acquistare e vendere criptomonete. Esistono software altamente specializzati che fanno uso di tecniche matematiche e statistiche avanzate, non di rado unite a sistemi di intelligenza artificiale che auto-apprendono e che sono in grado di fare previsioni e di giocare sul tasso di cambio vendendo e comprando criptovalute (e valute) diverse in modo del tutto automatico.

Esistono inoltre una serie di servizi che riguardano l’infrastruttura delle criptomonete e che sarà oggetto di discussione negli anni a venire, con particolare riferimento ai data miner (visibile in foto) e argomento di cui parleremo più avanti e che sono un altro ramo ed opportunità nel panorame informatico mondiale.

Ai cittadini della comunità europea è stato detto che l’euro rappresenta un’opportunità, un risparmio, un metodo per muovere merci e fornire servizi ad un unico prezzo, un punto di svolta per la stabilità dei paesi membri, e se la moneta divenisse mondiale?

Riferimenti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Criptovaluta
https://it.wikipedia.org/wiki/Bitcoin
https://blockchain.info/
https://it.wikipedia.org/wiki/Data_mining

Il punto sul mercato tecnologico

Negli ultimi anni l’andamento delle vendite dei computer a livello mondiale ha visto un costante calo di dispositivi fissi, computer e portatili, anzi per meglio dire: desktop, notebook e workstation. Si è rilevato inoltre un calo di vendite anche nel segmento dei tablet (-0,2%). IDC e Gartner segnalano che il calo riguarda solo questo segmento di mercato, mentre il mercato smartphone è in fermento e in controtendenza rispetto ai notebook vi è anche il settore dei notebook ultraslim e detachable.

I pc tradizionali rappresentano l’11,7 del mercato con i prdottori che vedono tra tutti come leader di mercato dei segmento notebook HP, che ormai stabilmente occupa il primo posto.

Nonostante la vittoria di HP, i dati letti in questo modo rappresenterebbero una sconfitta per il mercato tradizionale dei computer, ma a ben interpretarli invece si scorge una sua evoluzione e specializzazione. In effetti molti siti danno questa interpretazione soffermandosi solo sui numeri senza dare una visione globale.

Sempre IDC e Gartner rilevano che il mercato dei server è in continua ascesa, le vendite di software ad uso professionale si mantengono pressochè stabili e ciò denota che il mercato professionale (il più ricettivo verso il segmento desktop) sta vivendo una fase stabile e continua nelle sue previsioni. A ciò si aggiungano le rilevazioni di JPR il mercato dei cosidetti pc fissi ha rilevato risultati ben più ampi delle aspettative din dal 2015. Il segmento più attivo sembra essere quello dei pc gaming (computer assemblati o preassemblati ad alte prestazioni e per gioco). L’anno scorso le vendite di accessori per gaming per la prima volta hanno superato i 30 miliardi di dollari, contro i 24,6 stimati.

Nel complesso, JPR vede che il mercato dei PC di gioco si sposta leggermente dal livello “entry-level” (22% del mercato, in calo dal 26% nel 2015) e verso sistemi più potenti “mid-range” (il 35% del mercato, dal 31%). I più potenti PC “high-end” costituiscono ancora una pluralità del 43% del mercato globale. Tutto ciò è confermato ancora una volta dalle vendite di software ludico: i videogame infatti sono anch’essi in crescita.

Insomma, non sembra, ma il pc rappresenta ancora la piattaforma di gioco più diffusa e preferita dagli utenti perchè a dispetto delle console di gioco permette di essere aggiornata con relativa poca spesa e nel contempo permette di poter svolgere operazioni complesse che risultano scomode se effettuate da smatphone, tablet e qualche volta anche da notebook.
L’impatto delle console di gioco sul mercato videoludico è di 300 milioni di euro e rappresenta il 31,5% dell’intero mercato dei videogame.

L’interpretazione più corretta, che pochi riportano, sembra essere che quella fetta di consumatori che precedentemente acquistava un pc fisso o un notebook per attività di scarsa importanza, magari per gioco o messaggistica in rete, si sia spostata verso dispositivi sempre più piccoli e leggeri, mobili, abbandonando addirittura i tablet. In effetti non è necessario un pc per questo tipo di operazioni. Questi dispositivi sono caratterizzati da prestazioni sempre al top (per ciò che permette il segmento) di alta fruibilità e con un livello elevato di rotazione, il che significa che diventano presto obsoleti. Ma sono presenti anche caratteristiche estetiche tali da renderli veri oggetti di culto, quasi degli staus simbol. Apple e Samsung  in questo segmento hanno certamente svolto un ottimo lavoro.

Insomma mentre assistiamo all’uscita di nuovi modelli di smartphonenotebook ultraslim e detachable ogni 6-10 mesi, assistiamo anche al’evoluzione del mercato dei computer fissi che non è più un mercato di consumo, ma più stabile e durevole, destinato a chi lavora, gioca o vuole spendere soldi per strumenti che non siano definibili come strumenti “fuori produzione”, ma durevoli per diversi anni, cosa impensabile per qualsiasi smartphone in vostro possesso, al punto che (lo possiamo constatare tutti) al giorno d’oggi, la batteria non è più un accessorio consumabile e sostituibile, ma lo è lo smatphone intero.

Questo tipo di comportamento lo si è vissuto sul finire del secolo scorso sul mercato pc, quando i produttori di cpu per desktop vendevano i Mhz a peso d’oro. Le ricadute sul mercato di tali tecnologie “di alto consumo” si sono ritrovate successivamente sui prodotti professionali e su tutti gli altri settori. La stessa cosa avviene oggi a partire da da smatphone e tablet, gli utenti consumer pagano lo sviluppo delle nuove tecnologie.

Violato CCleaner

Il famoso software per la manutenzione dei computer e smatphone è stato recentemente violato. A quanto pare è stato introdotto un codice malevolo (malaware) che permetteva di scaricare file illegali e altre parti di software idonee a rubare  dati sensibi, personali e d’accesso.

Avast ha rimosso tale versione che però è rimasta disponibile al download tra il 15 agosto e il 12 settembre e pertanto è stato scaricato da più di 2 milioni di persone.

Siamo certi che i clienti che hanno seguito i nostri consigli tecnici, nessuno sarà stato vittima di questo virus. Come da noi consigliato infatti CCleaner è uno strumento utile tanto quanto dannoso ai sistemi informatici se usato con troppa leggerezza, soprattutto nella parte riguardante il registro di sistema. Parlando anche solo di file temporanei ricordiamo che alcuni software fanno uso di file riconociuti come temporanei, ma che temporanei non sono. La loro rimozione da parte di CCleaner provoca malfunzionamenti, magari l’impossibilità di disinstallare il programma (rimozione di install.log), la deregistrazione del programma o altri problemi, magari non rilevabili nell’immediato.

Va detto che la prima causa di tali problemi non è imputabile a CCleaner, ma abbiamo rilevato che l’effetto dell’uso di questo software, come detto, crei più problemi di quelli che risolve.

Prodotti

Abbiamo ridotto il nuemro di prodotti a circa 5000. Questa scelta è dettata prima di tutto dalla tipologia degli stessi, perchè siamo rivenditori specializzati di informatica e non di altri generi e secondarmaente pe runa miglior consultazione del sito da parte vostra. Ciononostante abbiamo mantenuto alcuni generi non prettamente informatici ed abbiamo selezionato i migliori marchi e prodotti di qualità.

Dai primi riscontri ottenuti questa scelta ha già incontrato il vostro favore. Vi ricordiamo però che è possibile acquistare prodotti fuori catalogo, perciò vi inviatiamo a contattarci se non doveste trovare un particolare prodotto.

Siamo online!

Il sito non è ancora definitivo. C’è ancora molto lavoro da fare, ci sono miglioramenti grafici e di gestione, vanno curate le sezioni di spedizione e pagmento. In ogni caso il sito è pronto all’uso già da diverso tempo. Come spesso accade le rifiniture e il tempo a disposizione sono invesamente proporzionali, abbiamo pensato perciò di mettere a disposizione il sito come catalogo online, in modo che possiate consultare modelli prezzi e disponibilità. Vi ricordiamo che la disponibilità della merce si trova presso una nostra logistica e non direttamente presso il punto vendita.

Vi ricordiamo che i prodotti e i prezzi inseriti sono frutto di una elaborazione elettronica, per tale motivo possono essere soggetti ad errori. Per quanto possibile e nelle nostre capacità sarà nostra cura cominicarveli in fase d’acquisto senza alcun obbligo di prosecuzione d’acquisto da parte vostra. Vi invitiamo comunque a contattarci via mail per qualsiasi dubbio o informazione relativa ai prodotti.

Buone vacanze.

Tablet: mercato saturo?

Idc primo gruppo italiano di analisi di mercato informa che le vendite dei tablet nell’ultimo trimestre del 2016 sono in netto calo rispetto al passato con 52,9 milioni tablet venduti, ovvero il 20,1% in meno rispetto allo stesso trimestre del 2015. Apple come sempre è padrone di questo segmento, ma pur sempre in calo di 7 milioni di unità, lo stesso dicasi per Samsung che invece registra un calo di 6,8 milioni. Crescono le vendite di Huawei e Kindle, stabili invece le vendite di Lenovo.

Il mercato dei tablet è relativamente giovane, sta attraversando forse un periodo di assestamento dovuto a nuove proposte ed in particolare relativamente alle offerte più evolute dei prodotti, con schermi sempre più nitidi e risoluzioni migiori, oppure per quei tablet che adottano la strategia di vendita dell’accessorio come la tastiera. Questo però porta di fatto gi utenti verso prodotti che sono molto vicini, come fascia e tipo di utilizzo, ai notebook.

Negli ultimi anni infatti la ricerca di nuovi processori per tablet ha portato ad innovazioni sorprendenti, multicore, a basso consumo energetico e perciò con una bassa dissipazione del calore. Questo tipo di ricerca è comune con il segmento degli smarphone e dei notebook meno performanti, destinati perciò ad un mercato di consumo, o a certi ambiti professionali di nicchia. E’ vero anche che ormai i tablet sono dispositivi utilizzati più come secondo elaboratore domestico e perciò il consumatore non è disposta a cambiare modello ogni anno.
Discorso diverso per gli smartphone dove invece la ricerca di potenza e migliorie si fa sempre più grande.

Insomma la spinta propulsiva del commercio dei tablet sembra stia risentendo delle prime avvisaglie di cedimento. I consumatori hanno capito che un tablet è un elaboratore con sole caratteristiche di portabilità, non così tanto come uno smartphone, non ha neppure la potenza di un notebook o di un tradizionale pc perciò è utilizzato come ripiego.
Sarà forse l’inizio di una saturazione del mercato?

10.000 prodotti inseriti

I test continuano. Il sito riesce a gestire senza alcun problema 10 mila prodotti senza alcuno sforzo o adattamento particolare.
Stiamo lavorando sulla gestione dei prezzi, sulle schede e sull’automatizzazione dei processi per garantire un sito sempre aggiornato. Vi sono molti particolari de definire ancora, non ultimi riguardanti la sicurezza per il pagamento sicuro con carta di credito tramite protocollo HTTPS come potrete vedere dal lucchetto verde e/o scritta “sicuro” a seconda del browser che state utilizzando. Un altro obbiettivo ancora successivo sarà la gestione di 40.000 prodotti, ci attendiamo che il sito rallenti considerevolmente, ma sarà un test per comprenderne i limiti.

Aggiunti i prodotti

E’ stato eseguito il primo test di inserimento prodotti in modo manuale nell’ecommerce per comprendere meglio il funzionamento della nuova piattaforma, che è passata da magento a worpress.

Le due piattaforme hanno caratteristiche diverse. Magento è più professionale, è probabilmente la miglior piattaforma di ecommerce, ma è onerosa, sia in termini economici che tecnici. WordPress è nato per gestire piccoli blog, ma con il tempo si è evoluto e la sua semplicità lo rendono accessibile ad un più vasto pubblico. E’ chiaro quindi che potendo contare su un mercato più consistente gli sviluppatori si siano dedicati anche a wordpress e ciò consente di trovare molti più plugin già pronti per l’implementazione di siti web, ecommerce compresi.

Questa è l’ennesima sfida tecnica, gestire quasi 10.000 articoli in questa piattaforma può sembrare esagerato, ma fino a questo momento l’azzardo sembra non essere così alto.

Definito il nuovo sito web

Abbiamo terminato la configurazione e la definizione di molte variabili relative al nuovo sito web.
Gran parte di questo lavoro è stato svolto molto mesi fa, in particolare la fase di testing delle componenti, ma ora è arrivato il momento di mettere a frutto tale sforzo economico e tecnico e fi far “vivere” questo gioello tecnico.
La gestione e la progettazione di un sito web è passibille di numerose varianti, ma mentre per noi l’obbiettivo del sito è chiaro, la stessa cosa non si può certo dire per i nostri clienti i quali dovranno essere bravi nel trasmetterci le loro affinità e il loro modello in modo che da parte nostra vi possa essere un adattamento tecnico.
Il sito è principalmente una vetrina dove mostrare informazioni di merci e servizi, ma anche dove si può valorizzare le proprie competenze ed eccellenze. Ebbene noi siamo orgogliosi di dire che questo sito web ha raggiunto un altissimo livello di automatizzazione, e di gestione delle informazioni in modo automatico, caratteristica che pochi altri possono vantare.
Questo ci permette di fruttare al massimo il tempo a nostra disposizione e di concentrarci maggiormente su aspetti diversi del sito e della nostra attività.

Siamo certi che il lavoro su questo sito sia lontano dall’essere concluso, va affinato e riveduto più volte, ma questo potrà fornirvi informazioni sempre aggiornate e quanto più precise possibile.

Web server per voi

Dopo alcuni giorni offline stiamo verificando alcuni requisiti tecnici per la messa online del nuovo sito.
Non tutti sanno che la gestione di un server web richiede svariate competenze, non solo per quanto riguarda la gestione delle pagine web, ovverosia conosenza di PHP e altri linguaggi di programmazione, ma anche conoscenze di networking, di sicurezza informatica, conoscenza delle logiche di backup dei dati e di amministrazione di server di database.
Il lavoro è consistente, ma siamo certi che il risultato sarà da voi apprezzato.